POSOCCO CONSULENZE INDUSTRIALI

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5 anni nell'artigianato, 15 anni nell'industria e 12 anni di libera professione... Un po' di esperienza l'ho racimolata e ho visto mondi produttivi nascere, crescere e anche - ahimè (particolarmente in questi ultimi mesi) - morire.

Quando si entra nell'ambito della standardizzazione, in quello delle norme tecniche, nei sistemi di gestione e relativi meccanismi di accreditamento / sorveglianza, ci si pongono, almeno questo è accaduto a me, degli interrogativi.

Quanto e qual è il reale beneficio che deriva dall'aderire a queste molteplici leve di norma(lizza)zione?

E' aprire spazi nuovi e innovativi o chiudersi dentro il consolidato / certificato?

Qual è effettivamente il ritorno, in termini economici (non scordiamoci il motivo per cui esistono le aziende...), dell'introdursi in queste filiere del timbro e bollino...?

Parliamo ad esempio di qualità..., scusate, Qualità, questo termine quanto mai malcompreso.

Un giorno di parecchi anni fa, alla domanda di un cliente, titolare di un laboratorio di finitura pannelli: "Ma, secondo lei, ho convenienza io a certificarmi ISO 9000?", pur considerando anche la disponibilità di contributi regionali a fondo perduto, ho  dato l'unica risposta che consideravo, a quel tempo (e non solo), valida ed onesta: "Senta i suoi clienti, se per loro c'è convenienza, se si sentono maggiormente tutelati...".

Dopo qualche mese quel cliente mi chiamò per dirmi che soprassedeva... I suoi clienti (anche grosse aziende) non si mostravano interessati.

Qualcuno potrebbe obiettare che un Sistema Qualità serve anche a ridurre i costi aziendali (i famosi costi della non-qualità), e questo sarebbe vero (il condizionale è d'obbligo) se realmente il sistema fosse "incarnato" nella gestione aziendale.

Ne ho visti pochi..., ma ne riparleremo.

 

 

 

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